Manovra. Arriva la “Norma Briatore”: redditi online per permettere ai Comuni di combattere l’evasione fiscale
da www.novepress.com
“Visco bis” e “Norma Briatore” per combattere l’evasione fiscale. Questi gli assi nella manica del Governo che nel pacchetto anticrisi potrebbe essere tentato di inserire una norma sulla pubblicazione obbligatoria delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini. Onere o onore che, stando alle indiscrezioni riportate da Mario Sensini su corriere.it, spetterebbe ai Comuni. Proprio tramite la pubblicazione delle dichiarazioni, i sindaci, rendendo noti i guadagni di ognuno, potrebbero spingere eventuali “delatori” – mossi dall’invidia o dal senso civico – a spifferare le reali condizioni sociali degli evasori di turno. Un procedimento di autentica macelleria sociale che dovrebbe permettere agli enti locali di incamerare i “profitti” maturati attraverso la caccia ai fedifraghi, colmando il gap generato dalle minori entrate statali previste nella manovra da 45,5 miliardi.
Nel 2008 fu l’allora viceministro dell’Economia Vincenzo Visco – da qui il nome “Visco bis” – con un autentico colpo a sorpresa, a pubblicare sul sito web dell’Agenzia delle entrate le dichiarazioni dei redditi risalenti al 2005 di tutta la popolazione, mandando in tilt la rete e scatenando l’ira di molti cittadini. Anche quella del Garante della Privacy che, nel giro di poche ore, fece calare il velo della censura sull’iniziativa che comportava la lievissima controindicazione di mettere in piazza i fatti degli italiani. E di umiliare, per esempio, chi magari doveva campare con entrare da social card. O chi, per motivi di “marketing”, non poteva fare sapere ai propri interlocutori professionali di avere entrate da fame.
Una mossa ancor meno intelligente e coerente se si pensa che l’artefice fu chi da tempo permetteva che nei locali del ministero – come accuratamente svelato da un servizio andato in onda a suo tempo durante il programma di Italia1 “Le Iene” – commercianti abusivi vendessero di tutto senza rilasciare lo scontrino fiscale.
Oggi, il Governo vorrebbe replicare quella scelta infelice per neutralizzare, per esempio, le persone fisiche che usano beni e servizi trincerandosi dietro il paravento di società di comodo. Da qui il nome alternativo di “Norma Briatore”. Resta il problema di tutti i cittadini onesti e, proprio per questo, in difficoltà sotto il profilo socio-economico i cui introiti verrebbero sbandierati ai quattro venti. Oltre alle difficoltà di liquidità, per loro, anche la beffa del pubblico ludibrio.
Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbe fare come in Australia, dove uccidono i cammelli per favorire l’aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera da parte di fabbriche, automobili e quant’altro, lasciando immutati i livelli prescritti dal trattato di Kyoto. Qui, in Italia, si potrebbero uccidere i poveri e comunque tutti quelli che non hanno aderenza alcune col sistema di gestione del potere, così da permettere a chi ha già quasi tutto di prendersi anche il resto. Con il vantaggio ulteriore di permettere di smettere di soffrire a chi se la passa male.
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