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Serie A in sciopero e calciatori orfani della dignità e dei valori perduti

da www.novepress.com

Si parla spesso di “nuovi poveri”. Quelli che se la passano male pur avendo la televisione, l’automobile, il telefono cellulare. Nessuno finora aveva pensato di gettare nel calderone anche i calciatori professionisti, quelli che ogni anno firmano contratti da centinaia, da milioni di euro. Quelli che domani e dopodomani sciopereranno, impedendo la messa in scena della prima giornata del campionato di Serie A. Le ragioni dell’astensione? Il mancato rinnovo del contratto di categoria con la Lega. Solo che qui, a differenza dei metalmeccanici, dei lavoratori del commercio, non si lotta per vedersi riconoscere 100 euro lordi in più ogni mese, magari per raggiungere il miraggio dei 1.200 euro netti. Magari per potere pagare qualche bolletta in più con qualche affanno in meno. No, qui il nodo è dare la possibilità a tutti questi strapagati atleti di potersi allenare sempre in prima squadra senza il rischio di finire fuori rosa. In poche parole, uno sputo in faccia a chi conduce una vita normale e deve scegliere tra fare la spesa e mandare i propri figli all’università.

Non andrà in scena la Serie A, quindi. Né domani, né dopodomani. Ma va già in scena, a partire da oggi, lo spettacolo indecoroso di ragazzini – probabilmente ignoranti e sicuramente milionari – che hanno perso totalmente il contatto con la realtà. Che hanno dimenticato che i loro lauti guadagni provengono proprio da quei lavoratori da mille, mille e 200, magari pure mille e 500 euro al mese, che ne alimentano sistematicamente il conto in banca, stringendo la cinghia, trovando in maniera improbabile le risorse per pagare il biglietto dello stadio o magari l’abbonamento alla pay-tv. Oggi, questi forzati del pallone, che vengono strapagati per fare quello che la maggior parte della gente fa gratis o pagando a sua volta, hanno tradito proprio quei padri di famiglia che aspettano il fine settimana per trovare uno sfogo alle tensioni, alle frustrazioni dei giorni precedenti. Foraggiando il loro conto in banca.

Un virus ormai troppo diffuso quello che ha contagiato il mondo del calcio. Che impedisce a chi ne fa parte di guardare le cose dalla giusta prospettiva. Un virus che si sta espandendo anche all’esterno, arrivando a spingere gli economisti a verificare le oscillazioni della borsa – e l’incidenza sulle società di calcio quotate – generate dallo sciopero della Serie A. Uno spettacolo patetico al quale, probabilmente, tutti questi giovani milionari non pensavano quando, ancora bambini, si accontentavano di un cortile, di una porta delimitata dagli zaini, di un pallone semisgonfio o al limite di carta. Oggi, che sono abituati ad avere tutto quello che vogliono, pretendono  – loro che spesso disertano con ogni scusa le sedute atletiche – una clausola che gli garantisca di allenarsi. E non basta loro nemmeno che la Federazione italiana gioco calcio abbia pensato di predisporre un fondo di 20 milioni per garantirli da eventuali contenziosi derivanti dal mancato pagamento del contributo di solidarietà.

Perché, è chiaro, nemmeno quello vogliono pagare. Poveri ragazzi milionari… se guardandosi allo specchio potessero ritrovare i bambini che erano ieri magari si renderebbero conto di quanto abbiano finito per prendersi troppo sul serio. E magari, sempre se potessero… si sputerebbero in un occhio.

26 agosto 2011 Pubblicato da | Viaggio al centro dell'assurdo | Lascia un commento

   

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